Hogwarts Returns- 19 anni dopo

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TEST SMISTAMENTO
view post Posted on 20/1/2008, 22:19Quote
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Cosa significa il mio Nik?
Mary è il mio nome preferito
G è l'iniziale di un cognome
92 l'anno in cui sono nata

Group: Preside
Posts: 7579
Location: Se vi dico "la mia fantasia" va bene?


Status: C_OFF


PER LE RISPOSTE, COPIATELE TUTTE, NON METTETE SOLO LE LETTERE

1. Chi sono i tuoi genitori?
a. Purosangue
b. Che importanza ha?
c. Babbani
d. Un Babbano e una strega

2. Ti presenti a lezione senza aver svolto i tuoi compiti. Cosa fai?
a. Ti prendi le tue responsabilità
b. Lo dici al professore, sperando di non essere punito. Non ti è mai capitato prima...
c. Inventi una scusa convincente
d. Cerchi di convincere il professore a non punirti

3. Mentre cammini per strada, vedi un uomo inseguito da una folla inferocita che chiede aiuto. Cosa fai?
a. Ti sposti, lasciando passare sia l'uomo che la folla
b. Accorri subito in aiuto dell'uomo, senza pensare a quali siano le ragioni dell'inseguimento
c. Ti unisci alla folla. Sicuramente hanno un buon motivo per inseguirlo...
d. Fermi sia inseguito che inseguitori ed ascolti le ragioni di entrambi, prima di prendere le parti di qualcuno

4. Uscendo da un negozio, ti accorgi che il negoziante ti ha dato per sbaglio più resto di quanto avrebbe dovuto. Come ti comporti?
a. Torni indietro immediatamente per restituire il denaro in eccesso
b. Spenderai quel denaro per la tua famiglia
c. Spenderai quel denaro per comprare qualcosa di utile per te
d. Non pensi che due o tre spiccioli facciano la differenza per i guadagni del negoziante. Decidi di non restituirli

5. Tua madre ti chiede di aiutarla a rassettare in cucina. Tu...
a. ...sbuffi e protesti, ma alla fine vai ad aiutarla
b. ...riordini tutto con un paio di incantesimi e torni alle tue occupazioni
c. ...anche se non ne hai voglia, vai ad aiutarla senza lamentarti
d. ...chiami il tuo elfo domestico e gli ordini di occuparsene lui

La mia firma completa


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CITAZIONE
Qualcosa luccicò nell'aria e finì rimbalzando sui gradini, tra i suoi piedi.
Ian trasalì, colto di sorpresa, e guardò giù. Vide un oggetto piccolo, lucido, d'oro. Era un anello nobiliare da uomo.
L'anello del Falco d'argento.
Ian si voltò di scatto alla sua sinistra per trovare Guillaume de Ponthieu in piedi sui gradini della chiesa. Non l'aveva sentito arrivare.
Il conte lo scrutò dall'altro, tetro, col volto duro. "Non farmene pentire" minacciò.
Senza parole per rispondere, Ian raccolse l'anello e vide che la mano gli tremava. Non lo infilò al dito ma lo strinse nel pungo e lo circondò anche con l'altra mano. Portò entrambe al viso e vi premette contro le labbra, chiudendo gli occhi.
Il tremito adesso lo aveva afferrato anche dentro e Ian sentì le lacrime pungere come aghi contre le pelpebre serrate. Non aveva più pensieri in testa: solo un tumulto confuso di sentimenti che lo stava sopraffacendo.
"Alzati". Ponthieu aveva disceso i gradini per incamminarsi sulla terra battuta. "Va' a raccogliere le tue cose, se ne hai. Voglio andarmene da qui. Se ci sarà la luna, viaggeremo anche di notte".
Ian riaprì gli occhi a quell'ordine secco, che però sapeva di perdono ed era il regalo più grande che avrebbe mai potuto ricevere. "Grazie" mormorò, con un nodo in gola che gli impediva di dire qualsiasi altra parola.
Ponthieu si voltò indietro. "Non ti aspettare che io uccida il vitello grasso per il ritorno del figliol prodigo" ammonì. "L'avevo già fatto per un altro fratello che poi mi ha tradito, non ripeterò lo stesso errore".
La voce vibrò sulle ultime frasi, e per la prima volta rivelò tra le righe stanchezza, dolore e angoscia.
Ian capì che quei mesi non erano stati lunghi solo per lui.
"Io non sono Jean e non sono nemmeno il diavolo" disse piano.
Ponthieu tacque e distolse gli occhi, ma poi annuì lentamente.
"Mettimi alla prova. Morirò piuttosto che mancare ancora alla tua fiducia" proseguì Ian e quella frase gli venne dal più profondo dell'animo.
L'espressione dura abbandonò lentamente l'espressione di Ponthieu per lasciare spazio solo alla fatica di una lotta difficile, arrivata al suo epilogo.
Il conte lasciò rilassare le spalle con un sospiro. "Andiamo a casa".

CITAZIONE
Percy: "Ah, Ministro, le ho detto che do le dimissioni?"
Fred: "Hai fatto una battuta, Perce! Hai davvero fatto una battuta, Perce...l'ultima che ti avevo sentito fare era..."
L'aria esplose[...] Poi sentì un grido lancinante che gli strappò le viscere, l'espressione di un dolore che nè le fiamme nè le maledizioni potevano provocare[...] Tre uomini con i capelli rossi erano a terra, vicini, nel punto in cui la parete era esplosa.
"No...no...no!"urlò qualcuno "No! Fred! No!" Percy scuoteva il fratello, Ron era inginocchiato accanto a loro, e gli occhi di Fred li fissavano senza vederli, lo spettro dell'ultima risata ancora impresso sul volto. [...]
"Percy" Harry vide le lacrime solcare lo strato di fuliggine sul viso di Ron, che afferrò il fratello più grande per le spalle e lo strattonò; ma Percy non si mosse "Percy, non puoi fare niente per lui! Dobbiamo..."

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